Messaggio del Patriarca Pierbattista Pizzaballa per la Pasqua 2022

By: Pierbattista Pizzaballa - Published: April 13 Wed, 2022

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Gerusalemme, 13 aprile 2022

Ai vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e a tutti i fedeli della diocesi del Patriarcato Latino di Gerusalemme!

Carissimi,

anche quest’anno la Pasqua ci reca un annuncio di amore, di pace e di vita. I segni della risurrezione ci comunicano fino ad oggi questa buona notizia: la pietra del sepolcro di Gesù è rovesciata e il buio non rinchiude più nessuno, il sepolcro è vuoto; i teli non avvolgono più il corpo di Cristo. L’angelo, le donne e i discepoli, attraverso i brani del Vangelo che proclameremo in questi giorni benedetti, ancora oggi ci annunciano questa novità: che non siamo soli, che Gesù è vivo e che in Lui siamo salvati. In questi giorni di intense celebrazioni liturgiche, tutto parla di festa e di gioia, di un Dio che ha cambiato le sorti del mondo, che ha portato una nuova luce di speranza per l’umanità.

Ma allo stesso tempo devo anche riconoscere che non di rado fatichiamo a collegare ciò che celebriamo, con ciò che viviamo. Che non sempre riusciamo a fare la sintesi tra vita e fede. Del resto, potremmo aggiungere, nel mondo lacerato e violento di oggi, come si può parlare di speranza pasquale? Dove e come vedere i segni della risurrezione quando vediamo in tutto il mondo le conseguenze di conflitti e ingiustizie?

Penso in questo momento alla violenza che ancora ferisce la nostra Terra Santa. Il conflitto politico assorbe tante nostre energie e trova espressione nelle reiterate tensioni violente che in questi giorni sembrano riaccendersi. Ma trova espressione anche allo sforzo continuo delle nostre comunità a costruirsi una vita normale, che qui è sempre logorante e faticosa: spostarsi, lavorare, incontrarsi, celebrare sono operazioni mai scontate e mai immediate. Situazioni che creano sfiducia e rischiano di spegnere quella speranza che proprio a Pasqua annunciamo. Le conseguenze di tutto ciò affiorano spesso nei nostri discorsi e trovano spazio in molti cuori: risentimento, pregiudizi, incomprensioni, sospetti, paure, stanchezza sono parole che non mancano quasi mai nel nostro vocabolario.

Penso anche a quanto accade in Europa, in Ucraina, paese aggredito da un altro paese fratello, creando tragedie umani di enorme portata… potrei continuare a lungo ad elencare situazioni dove parlare di amore, di pace e di vita sembrerebbe solo uno slogan.

È dunque davvero possibile oggi, in questa nostra vita, vedere i segni della risurrezione di Cristo, ascoltarne le testimonianze, incontrare il Risorto? Si può credere ancora a questo annuncio oggi?

Si, è possibile! Lo crediamo, e lo ribadiamo perché lo abbiamo sperimentato. La Pasqua non è solo una parola, non è uno slogan, ma è una realtà che possiamo ancora oggi toccare, farne esperienza. Dobbiamo crederci, vogliamo anche noi dire: «Credo, Signore; aiuta la mia incredulità!» (Mc 9,24).

Perché non è vero che nel mondo ci sono solo tenebra e violenza e che facciamo esperienza solo di morte e dolore. Nel mondo c’è anche tanto amore, tante persone che donano la loro vita per gli altri, che lottano per la giustizia, che operano per la pace. Fare Pasqua significa riconoscere e celebrare Cristo che, attraverso testimoni coraggiosi, in Terra Santa e in tutto il mondo, ci mostra la forza dell’amore che davvero ancora oggi sa ribaltare pietre e portare luce nella vita di tante persone in tutto il mondo e anche nella nostra Terra Santa.

“Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Rom. 13,12). Sì, è a questo che ci chiama la Pasqua, anche quest’anno: diventare i testimoni che con la loro azione, la loro preghiera, il loro donare la vita, continuano a portare nel mondo la luce scaturita dal Sepolcro di Cristo.

Buona Pasqua! Cristo è Risorto!