Monsignor Pizzaballa: «Lo Spirito Santo è proprio ciò che ci fa vivere!»

Published: June 05 Mon, 2017

Monsignor Pizzaballa: «Lo Spirito Santo è proprio ciò che ci fa vivere!» Available in the following languages:

GERUSALEMME – Domenica 4 giugno 2017, mons. Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, ha celebrato la Messa di Pentecoste presso l’Abbazia della Dormizione sul Monte Sion a pochi passi dal Cenacolo. Una data e un luogo fuori dal comune per i dieci giovani che, in questa occasione, hanno avuto la gioia di ricevere il Sacramento della Confermazione.

La Chiesa celebra la Pentecoste, il cinquantesimo giorno dopo la Risurrezione di Gesù, per ricordare il giorno in cui gli apostoli e la Vergine Maria hanno ricevuto lo Spirito Santo nel Cenacolo, dove si erano nascosti dagli ebrei che stavano celebrando lo Shavuot. La festa ebraica di ringraziamento per il raccolto del grano e per la Legge data a Mosè sul Monte Sinai è certamente all’origine della festa cristiana. Questo importante evento segna la nascita della Chiesa, perché, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, gli apostoli ebbero la forza di testimoniare la Risurrezione di Cristo, di fare conoscere il suo insegnamento e poi di battezzare. A Gerusalemme, la Pentecoste è tradizionalmente celebrata con solennità nell’Abbazia benedettina tedesca della Dormizione, dal momento che è vietato celebrare Messe ordinarie al Cenacolo dal tempo dell’espulsione dei francescani da quel luogo cinque secoli fa.

Nella sua omelia, mons. Pizzaballa ha ricordato che «il fine della Pasqua non è che Gesù risorga e che ritorni al Padre, ma che la Sua vita abiti dentro di noi… Lo Spirito è un dono che non rimane esterno alla persona, ma che entra dentro . Lo Spirito non è qualcosa in più, un accessorio, ma è esattamente ciò che ci fa vivere» ha aggiunto. Mons. Pizzaballa ha concluso presentando l’opera dello Spirito come «un evento di comunione, crea una fraternità, compone le differenze, rende possibile l’unità. In altre parole è all’origine della Chiesa».

Questo invito a vivere lo Spirito è stato soprattutto rivolto ai dieci giovani che, in quel giorno, hanno ricevuto il sacramento della Cresima. Tra loro cinque americani, due francesi, due lituani e un polacco. Tutti avevano scritto una lettera indirizzata direttamente all’Amministratore per esprimere il loro desiderio di vivere pienamente la loro vita di battezzati e per chiedere il sacramento della Confermazione. Durante tutto l’anno, hanno seguito un corso di catechesi per prepararsi a ricevere lo Spirito Santo e vivere questo passaggio all’età adulta nella fede.

Un evento vissuto a Gerusalemme che segnerà per sempre la vita di questi giovani venuti dall’Occidente.

Vivien Laguette