Pasqua 2022: Domenica di Pasqua, "Cristo è risorto, alleluia!"

By: Cécile Leca/ lpj.org - Published: April 17 Sun, 2022

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GERUSALEMME - Commemorando ciò che dà senso alla fede cristiana e cioè che la vita trionferà sempre sulla morte, la domenica di Pasqua 2022 è stata la conclusione di della Settimana Santa che ha visto il ritorno dei pellegrini: ci ha ricordato, dopo due anni di COVID-19 com'è veramente una festa nella terra di Cristo.

Facendo eco alla festa ebraica di Pesach, che celebra la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto, (che quest'anno è iniziata il 15 aprile e finisce sette giorni dopo), la nostra Pasqua è la solennità delle solennità, la più importante della nostra fede cristiana. Rappresenta la vittoria della vita sulla morte, il trionfo della speranza, della giustizia e delle promesse di Cristo. È il compimento di tutte le profezie menzionate nella Bibbia, quelle del "Dio dei vivi e non dei morti" (Matteo 22:32; Luca 20:38; Marco 12:27).

La S. Messa ha avuto luogo alle 7:30 del mattino presieduta da Sua Beatitudine Mons. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme accompagnato da Mons. William Shomali, Vicario Generale per Gerusalemme e la Palestina, dai Francescani della Custodia e da molti sacerdoti diocesani; il Patriarca e il suo corteo, dal Patriarcato latino fino al Santo Sepolcro, è stato scortato dagli scout e dopo l’ingresso solenne in basilica, si sono recati alla Tomba di Cristo.

A Gerusalemme, anche se la Veglia Pasquale si celebra il sabato, prima del resto del mondo, la Messa della Domenica di Pasqua rimane una celebrazione commovente, l'ultima della Settimana Santa che si svolge al Santo Sepolcro. Quest'anno, a causa dello status quo che governa il Luogo Santo, gli ortodossi, che condividono la custodia del luogo con i latini e gli armeni (oltre che con i copti, gli etiopi e i siriaci), hanno celebrato la loro Domenica delle Palme durante la Messa, nella parte restante della Basilica. Il loro calendario non coincide con quello dei latini: la Chiesa ortodossa fa riferimento al calendario giuliano (a volte giuliano rivisto) e non al gregoriano. Quest'anno, la loro Domenica delle Palme ha quindi avuto luogo una settimana dopo la nostra, il che ha portato a un misto di canti latini e rintocchi di campana in tutto il Santo Sepolcro. Fortunatamente, è stato possibile seguire lo svolgimento della celebrazione attraverso i libretti distribuiti dai francescani con l'omelia del Patriarca disponibile per iscritto a ciascuno secondo il suo idioma.

"Cristo è risorto! Alleluia!" ha dichiarato Mons. Pizzaballa dopo la lettura del Vangelo, incentrando il suo messaggio sul vero significato della Pasqua per i cristiani. "Noi crediamo che la Pasqua sia l'ultimo, definitivo intervento di Dio nella storia, per tutti. È l'intervento più inaspettato e più sorprendente. Crediamo che dopo averci salvato dall'oblio, dalla schiavitù, dall'esilio, Dio doveva anche salvarci da un ultimo nemico, che è la morte - cioè il peccato. [...] Oggi crediamo e annunciamo che Dio Padre, in Cristo risorto, ha fatto spazio nella vita di ciascuno di noi, per sempre. La risurrezione è l'irruzione della Sua vita nella nostra. Oggi diciamo che crediamo questo."

I sacri riti si sono conclusi con una processione di tre giri intorno all'Edicola che custodisce la Tomba del Signore. La folla dei fedeli, dai volti illuminati e sorridenti, ha circondato il Patriarca, ha ricevuto la sua benedizione e la Messa si è conclusa in un'atmosfera festosa e gioiosa con gli scout che si sono uniti al corteo che ha riaccompagnato Sua Beatitudine Pierbattista Pizzaballa fino al Patriarcato latino.

Buona Pasqua a tutti!