Portare la Francia nel cuore dei palestinesi: campi estivi in ​​lingua francese

Published: July 31 Tue, 2018

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PALESTINA – Anche quest’estate in Palestina sono fioriti i campi scuola in lingua francese. I bambini che hanno tre mesi di vacanza a causa del caldo estivo, non lasciano il paese, non avendone neanche la possibilità. Vi proponiamo un reportage dell’esperienza che hanno vissuto i bambini delle scuole arabe insieme agli animatori francesi che per una o due settimane si sono cimentati alla scoperta di modi divertenti di apprendimento della lingua e della cultura francesi.

Da vent’anni nelle scuole della Palestina, da Nablus a Betlemme passando per Gerusalemme ogni estate si organizzano campi estivi in lingua francese. L’obiettivo? Dare un’altra immagine della lingua, più moderna e dinamica. Questo è stato possibile grazie alla Réseau Barnabé che, fondata nel 2006, promuove la Francofonia in Terra Santa attraverso molte iniziative. «Promuovere la cultura e la lingua francese attraverso questi progetti e campi estivi, diversi dai libri di testo e dalle lezioni in classe, è un ottimo modo per dare al bambino un gusto per il francese», dice Alice Rambuteau, coordinatrice della Barnabé. Una missione difficile per una lingua in declino nella regione, le cui ore di insegnamento sono ridotte. Inoltre, poiché non rientra nel curriculum della maturità, gli  studenti sono invogliati a studiare maggiormente le altre materie in programma.

A Taybeh, un villaggio cristiano ad est di Ramallah, si è tenuta la diciannovesima sessione estiva del campo scuola in francese. Già da tre anni, questa sessione è divisa in due: una settimana per trenta bambini e due settimane per ottanta adolescenti. Le quattro suore francesi della Congregazione della Santa Croce di Gerusalemme organizzano il campo nella scuola latina del villaggio. Combinano lavoro scolastico e attività per permettere ai bambini di immergersi nella lingua e viverla. Ogni giorno, i bambini cantano in francese, ascoltano racconti popolari e poi hanno tempo in classe per riassumere ciò che è stato appreso o per preparare il DELF (convalida dei livelli). In effetti, hanno solo poche ore di francese a settimana, insufficienti per memorizzare gli argomenti. Quindi, hanno svolto attività sportive, manuali e artistiche, sotto la supervisione degli animatori. La diversificazione del programma ha consentito ai bambini di comprendere la lingua in modi diversi e di risvegliare in loro la passione per la lingua.

Alla scuola del Patriarcato latino di Beit Sahour, vicino a Betlemme, si è tenuta invece la prima edizione di un campo in lingua francese. I volontari francesi hanno organizzato questo campo da soli, traendo ispirazione dalla pedagogia degli Scout. I bambini sono stati divisi in gruppi guidati da un “leader”, un adolescente con una migliore padronanza della lingua che potesse eventualmente fungere da traduttore. Dopo una mattinata in vecchio stile e una mattinata durante la quale si è recitato il Padre Nostro, i bambini hanno iniziato le attività alternando sport, disegno e cucina… tanto da riuscire a cucinare le tipiche crespelle francesi, le crêpes, da offrire ai loro genitori invitati alla cena di fine corso.

I volontari, provenienti direttamente dalla Francia per animare questo campo, hanno permesso ai bambini di avere un’immagine incarnata della Francia, promuovendo una cultura di incontro tra francesi e palestinesi. Si sono istaurati rapporti e incontri “bilaterali” grazie ai quali i giovani francesi hanno potuto scoprire questa regione grazie all’amicizia con i giovani palestinesi che li hanno invitati a pranzo presso le loro famiglie. Un’esperienza forte anche per gli animatori, in preda ad un disorientamento improvviso e completo che ha fatto scoprire loro, oltre a un nuovo paese, dei comportamenti differenti dei bambini rispetto alla Francia.

Vinciane J.