Riflessioni natalizie di Mr Sami El-Yousef dalla Terra Santa

Published: December 18 Fri, 2020

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Riflessioni di Fine Anno dalla Terra Santa

Buon Natale

Quest’anno passerà certamente alla storia come un anno davvero memorabile, che ha interrotto lo scorrere della vita così come lo conoscevamo in tutto il mondo a causa della pandemia di COVID-19 e ha imposto a tutti noi una nuova normalità, i cui parametri si stanno ancora definendo.

E’ stato l’anno della chiusura che ha messo in ginocchio le economie mondiali, ha fatto chiudere le scuole per miliardi di studenti, ha chiuso confini e aeroporti, e ha tenuto le persone più vicine alle loro case. Siamo diventati tutti esperti di incontri virtuali e migliori nell’uso della tecnologia disponibile nel lavoro, nell’insegnamento e nell’apprendimento, per fare affari e pregare. L’umanità si è dovuta adattare, e noi in Terra Santa - avendo attraversato molte crisi nella nostra storia - probabilmente ci siamo adattati meglio degli altri. In campo umanitario, le sofferenze si sono moltiplicate esponenzialmente, e abbiamo dovuto proporzionare i nostri sforzi per poter raggiungere il maggior numero di persone che soffrivano in conseguenza della pandemia. I principali programmi di sostegno sono continuati interrottamente e sono aumentati, compresi i nostri programmi di medicina, emergenze sanitarie, supporto educativo, assistenza sociale, supporto a rifugiati e migranti, creazione di lavoro in Gaza, e sostegno alle comunità marginalizzate di Gerusalemme Est. Inoltre, e grazie alla generosità senza precedenti che ha risposto ai due appelli lanciati a Maggio, siamo stati in grado di aiutare migliaia di famiglie nelle necessità umanitarie di base e con il sostegno nel pagamento dell’affitto.

E’ stato commovente vedere arrivare aiuti da tutti gli angoli del mondo a sostegno dei fratelli e sorelle in Terra Santa, malgrado le proprie difficoltà e sfide in patria. Siamo stati ancora una volta una priorità, per molti!

Quanto al pilastro educativo del Patriarcato Latino di Gerusalemme, l’insegnamento e l’apprendimento per oltre 20mila studenti che frequentano 44 scuole in Giordania, Palestina e Israele, sono continuati grazie all’impegno dello staff di oltre 1795 membri, che hanno lavorato duramente per adeguarsi all’insegnamento online, da un giorno all’altro e senza molta preparazione, quindi sono tornati all’insegnamento in classe, poi si sono nuovamente adattati ad alcune combinazioni di insegnamento misto.

E malgrado i molti tagli alle infrastrutture e la mancanza di mezzi adeguati e allenamento, hanno fatto uno sforzo eroico per adattarsi continuamente ed essere a servizio degli studenti. L’avere anche a che fare con tre governi e regole contraddittorie non ha aiutato, ma con la grazia di Dio tutto alla fine si è sistemato.

Le attività pastorali hanno continuato a diversi livelli a seconda delle regole governative che sono apparse più rigide in Israele che nelle vicine Palestina e Giordania, dove è continuata una semi-normalità. Le attività che coinvolgevano un numero maggiore di persone sono state ridotte, comprese le attività dei campi estivi e le grandi celebrazioni nelle festività principali, i matrimoni e i funerali. Tuttavia i contatti tra sacerdoti e fedeli sono stati mantenuti, e sono state organizzate molte attività online, tra cui lo streaming delle Sante Messe. Tuttavia nel corso dell’anno è stata chiesta flessibilità e tutti abbiamo dovuto adeguarci.

Ciò che è stato davvero triste è stato vedere le strade della città vecchia di Gerusalemme vuote durante la Settimana Santa e le celebrazioni di Pasqua. Ora, mentre ci prepariamo al Natale, sono di moda le accensioni virtuali degli alberi, e sembra che la tradizionale processione a Betlemme, la Messa di Mezzanotte e le altre celebrazioni probabilmente saranno di natura limitata.

Questo sarà una opportunità per concentrarsi sul significato della nascita del nostro Salvatore, più che sugli aspetti commerciali o sulle celebrazioni comunitarie.

Avvicinandoci alla fine dell’anno, siamo stati lieti di venire a conoscenza della decisione di Sua Santità Papa Francesco di nominare l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa come decimo                                                                                                                                                                                                                                                                       Patriarca Latino di Gerusalemme dal ristabilimento del Patriarcato Latino nel 1847. Una decisione storica e che riconosce il successo che ha avuto negli ultimi quattro anni come Amministratore Apostolico nel portare avanti la ristrutturazione amministrativa e finanziaria del Patriarcato Latino e nell’uscire dall’immenso deficit che stava affrontando.

Pertanto questa nomina garantisce che l’intenso lavoro degli ultimi 4 anni continuerà senza interruzione e impedimenti per far sì che il Patriarcato Latino del futuro poggi su basi solide dal punto di vista finanziario e amministrativo, per affrontare le molte rimanenti sfide.

Le sue priorità ora si sposteranno più verso la pastorale e la formazione della fede. Per la Chiesa in Terra Santa sta per iniziare un’epoca nuova, e siamo privilegiati e onorati di esserne partecipi. Nella sua omelia durante la prima Messa Pontificale al Santo Sepolcro alcuni giorni fa, Sua Beatitudine ha tracciato la strada a tutti noi dicendo: “Vogliamo camminare insieme. Nessuna persona, nessun gruppo, nessuna istituzione ha tutto ciò che serve alla Chiesa, ma allo stesso tempo ciascuno è necessario. Solo insieme possiamo sostenerci a vicenda. Ognuno con il proprio compito, la propria funzione, il proprio servizio, la propria identità, ma tutti insieme al servizio del Regno. Belle parole da parte del nostro umile e saggio patriarca.

In conclusione, permettetemi di estendere la nostra gratitudine e apprezzamento ai nostri generosi donatori da tutto il mondo, in modo molto particolare a tutti coloro che ci hanno sostenuto in modo straordinario rispondendo ai due appelli, per il loro sostegno morale e finanziario senza il quale il nostro lavoro sarebbe stato impossibile.

Vorrei approfittare di questa occasione per estendere a voi e alle vostre famiglie e amici l’augurio di un Santo Natale con i nostri migliori auguri per l’Anno Nuovo. Possa il 2021 vedere una rapida fine della pandemia e delle sofferenze globali che ha inflitto.

Ricordateci nelle vostre preghiere.

Sami El-Yousef
Amministratore delegato del Patriarcato Latino