San Nicola di Bari tra Oriente e Occidente

Published: July 09 Mon, 2018

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BARI – Il 7 luglio 2018, i capi delle Chiese orientali si sono incontrati a Bari, nel sud dell’Italia, su invito di papa Francesco, per pregare per la pace in Medio Oriente. Un posto né banale né tantomeno casuale per questo incontro ecumenico, in quanto sede della Basilica dedicata a san Nicola che è venerato da tutti i cristiani, sia in Oriente che in Occidente.

Nato in una famiglia benestante di Patara, nel sud dell’Asia Minore (l’odierna Turchia) intorno all’anno 260, san Nicola, alla morte dei genitori, diede tutto ciò che possedeva ai poveri e andò in pellegrinaggio in Egitto e in Palestina. Al suo ritorno, fu ordinato sacerdote e nominato superiore del monastero di San Sion dall’arcivescovo di Myra, che era suo zio. Quando quest’ultimo morì, Nicolas fu designato come suo successore. Durante le persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani, fu imprigionato per un certo tempo, poi esiliato. Testimone della conversione dell’Impero, fu rilasciato sotto Costantino.

Come arcivescovo, partecipò e sostenne il Concilio di Nicea – Primo Concilio ecumenico – nel 325. Determinato oppositore del paganesimo e dell’eresia ariana, si è imposto nella sua lotta per la vera fede e la sua figura è legata anche alla proclamazione del dogma della divinità di Cristo. I suoi miracoli evocavano anche la Trinità: salvò tre ragazze dalla prostituzione, tre prigionieri e tre principi dalle mani del boia. Morì il 6 dicembre del 343. La sua tomba, che si trova nell’isola di Gemile, al largo della costa turca, divenne presto luogo di pellegrinaggio. Il corpo fu trasferito poi a Myra nel 650 durante l’invasione araba, per giungere infine a Bari nell’XI secolo, dove il santo aveva sostato dopo aver visitato papa Giulio I, per proteggere la tomba dai musulmani. È lì che fu edificata una basilica dove vengono venerate le sue reliquie. Parte delle reliquie sono state rimpatriate a Myra dove i cristiani della regione continuano a conservarne il culto con pellegrinaggi.

La sua venerazione si andò sviluppando rapidamente e molti miracoli gli vennero attribuiti sia in Europa che in Oriente. Le chiese e le abbazie che portano il suo nome si moltiplicarono a Costantinopoli e in tutto il continente europeo. San Nicola è particolarmente venerato in Palestina, dove a Beit Jala è santo patrono. In realtà, una tradizione racconta che san Nicola visse lì per un anno in una grotta, motivo per cui la chiesa greco-ortodossa, costruita su quel sito, porta il suo nome. Considerato il protettore della città, la sua festa riunisce fedeli greco-ortodossi, cattolici e protestanti ed è un giorno importante per l’unità dei cristiani. Gli abitanti raccontano miracoli durante tutte le guerre che hanno colpito la Palestina, fino all’ultima intifada (2000-05). È uno dei santi più rappresentati nell’iconografia religiosa. È anche il santo patrono di marinai e viaggiatori.

Vinciane J.