Sessantadue giovani del decanato di Varese in pellegrinaggio in Terra Santa

Published: August 07 Wed, 2019

TERRA SANTA – Dal primo di agosto, un gruppo di giovani pellegrini provenienti da Varese sta facendo visita alla Terra Santa. Il gruppo è composto da ragazze e ragazzi di otto diverse parrocchie ed è guidato da Don Giorgio Spada, commendatore dell’Ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro e Priore della Delegazione di Varese. La mattina del 5 agosto è stata dedicata all’incontro con l’amministratore apostolico, Mons. Pierbattista Pizzaballa, presso il Patriarcato latino.

Proprio nell’anno del Sinodo dei giovani e a pochi mesi dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica post-sinodale Christus vivit di Papa Francesco, un numeroso gruppo di ragazzi dai 17 ai 29 anni del decanato di Varese ha fatto visita alla terra di Gesù. Si tratta di un evento straordinario per la diocesi varesina che, per merito degli agenti pastorali locali e del coordinamento tra parrocchie, ha riunito oltre sessanta giovani per un pellegrinaggio di dieci giorni in Terra Santa. Un pellegrinaggio che nasce da lontano nel tempo e dalla comune volontà degli operatori pastorali della zona di scuotere i giovani, sulla scia delle esortazioni di Papa Francesco e dell’invito generale dell’arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini.

Intervista a Don Matteo Moda, responsabile della pastorale giovanile della comunità Maria Madre Immacolata di Varese  

Tra gli accompagnatori c’è anche Don Matteo Moda, responsabile della pastorale giovanile di una comunità che conta ben otto parrocchie ubicate dal Sacro Monte di Varese fino al lago. Anche Don Matteo è referente di questo pellegrinaggio dei giovani, assieme a Don Giorgio Spada e Don Giambattista Rota (le due guide), e ci ha parlato nel dettaglio di questa iniziativa.

L’idea di questo pellegrinaggio, ci dice, è nata dal desiderio dei sacerdoti di far vivere ai giovani un’esperienza nuova, forte, che li potesse aiutare a rafforzarsi nella fede. Le criticità rappresentate dal periodo improponibile della GMG hanno impedito loro di condurre i giovani a Panama lo scorso gennaio (periodo di esami universitari); in compenso, si è proposto ai ragazzi l’esperienza della Terra Santa, cercando di dare spazio all’aspetto vocazionale emerso durante gli incontri di preparazione di quest’ultimo anno. Con questi giovani si è lavorato infatti sulla preparazione biblica, curata per l’occasione da uno degli esegeti della diocesi di Milano, Don Isacco Pagani, e guidata da Padre Francesco Ielpo, frate Minore già parroco alla Brunella (nel varesotto), oggi Commissario per la Terra Santa nel Nord Italia. Prezioso anche, – ci segnala – il contributo di Don Giorgio Spada che per mesi ha preparato nel dettaglio questo pellegrinaggio.

La cosa che inoltre ha spinto questi operatori pastorali a portare qui i loro giovani è stata l’intenzione di allontanare da loro il rischio di vivere una fede fatta di astrazioni e di condurli alla concretezza di ciò che può toccarsi con mano: la Terra Santa. In questi luoghi si esprime come in nessun altro posto la dimensione del pellegrinaggio su cui Don Matteo ha voluto molto insistere, sulla scorta dell’invito rivoltogli dall’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, di vivere questa dimensione concretamente perchè si diventi uomini del cammino, uomini che di fronte alle sofferenze sappiano guardare al cielo, che sappiano generare scintille, uomini che, infiammati dal Vangelo, sappiano costruire questo fuoco di amore alla luce dell’incontro con il Signore sì da trasmetterlo anche ai loro coetanei che magari sono lontani o che guardano con sguardo critico la Chiesa.

Quindi Don Matteo, giovane sacerdote ai primi anni di ministero, ci parla della sfida dei preti di oggi con i ragazzi. Si tratta, per il clero che lavora con i giovani, non tanto di pensare a piani geniali per coinvolgerli, quanto piuttosto di essere uomini che li accompagnano e non si sostituiscono a loro; un accompagnamento verso un percorso che li conduca ad accendere la loro vita di fronte al mistero di amore che è Gesù Cristo. Il sacerdote insiste poi molto sugli insegnamenti di Papa Francesco che invita i preti a sviluppare un accompagnamento nei confronti dei giovani, a fare attenzione ai loro singoli cammini, a non pensare necessariamente a proposte di aggregazione (per le quali il mondo è ormai “più bravo di noi”) ma a proposte che nel loro aspetto comunitario, nello spirito di una vera comunione ecclesiale, suscitino nuove provocazioni, nuovi passi di fede nei ragazzi. 

Testimonianza di un giovane pellegrino, Matteo

Ragazzi che sembrano rapiti dal fascino senza età della Terra Santa: bellezza, suggestione, meraviglia. Cose che non hanno lasciato indifferente nessuno, nemmeno il giovane Matteo che ha voluto dare la sua testimonianza su questi primi giorni di cammino nella terra di Gesù. Il ragazzo, alla domanda su come sta vivendo questo pellegrinaggio, puntualizza subito che ha bisogno di tempo per assimilare tutto, precisa che rispetto a tutte le altre esperienze di fede o di servizio fatte, questa della Terra Santa è molto più difficile da interiorizzare e da elaborare, sente di dover diluire tutto nel tempo. Prova senso di spaesamento e stordimento, sicuramente dettati dalla meraviglia e dalla complessità del luogo. Matteo non sa se tornerà a casa un cristiano migliore, sicuramente questo pellegrinaggio gli sta insegnando a vedere le cose in modo diverso, a partire dal modo di pregare. Qui, ci spiega, preghiera non è semplicemente mettersi in ginocchio a recitare formule; qui ci sono altri modi per instaurare un dialogo con Dio, basta guardarsi intorno e notare come in questo luogo venga più facile contemplare il creato e, in questo senso, raggiungere una comunione o un avvicinamento al divino. Partendo poi dal desiderio di infinito inscritto nell’anima di ciascuno, ci confessa che consiglierà a tutti i suoi amici di venire in Terra Santa perché questo è il posto giusto per trovare risposte a domande esistenziali e, in definitiva, per declinare questo senso di infinito.

Visita al Patriarcato latino di Gerusalemme e incontro con mons. Pizzaballa 

Il 5 agosto, il gruppo guidato da sei sacerdoti tra cui Don Giorgio Spada, è stato ricevuto dall’amministratore apostolico, mons. Pierbattista Pizzaballa, presso la sede del Patriarcato latino. L’incontro, durato circa un’ora, ha visto il vescovo Pizzaballa accogliere i giovani pellegrini e i sacerdoti che li accompagnavano e rispondere alle loro domande. L’amministratore apostolico ha quindi parlato della condizione dei cristiani di Terra Santa fornendo ai presenti una panoramica vasta e completa della situazione in cui versa la diocesi gerosolomitana e descrivendo le criticità e le peculiarità della Chiesa d’Oriente, la bizzarra complessità dello Status Quo e la naturale convivenza con le altre confessioni. I pellegrini sono quindi intervenuti attivamente facendo domande che spaziavano dalla pastorale alla geopolitica. Al termine dell’incontro mons. Pizzaballa ha fatto una foto con gli astanti e ha salutato cordialmente dando la sua benedizione ai pellegrini.

Sempre nella giornata di lunedì, la comitiva si è diretta da Gerusalemme dapprima verso Gerico, dove si è celebrata la Messa, e poi al Mar Morto. Nel secondo pomeriggio, previa catechesi sul valore del deserto per il popolo di Israele e per la vita di ciascuno, ci si è ritirati nel deserto di Giuda per meditare in silenzio, in uno spirito di preghiera e di raccoglimento. In serata si è fatto ritorno a Gerusalemme.

I pellegrini saranno in Galilea fino a sabato 10 agosto, giorno in cui è previsto il ritorno in Italia.

Filippo De Grazia

Visita alla Gerusalemme ebraica

Visita al Patriarcato, fiume Giordano e Deserto di Giuda