Tre giorni di guerra a Gaza: "La situazione sembra irreale"

By: Cécile Leca/ lpj.org - Published: August 16 Tue, 2022

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GAZA - Dopo un fine settimana di conflitto tra la Jihad islamica e Israele, don Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia latina di Gaza, dà alcune notizie sui suoi parrocchiani.

Venerdì 5 agosto, a metà pomeriggio sono scoppiate improvvisamente nuove ostilità tra l'esercito israeliano e la Jihad islamica a causa di un arresto e poi di un intervento militare nel territorio della Striscia di Gaza. I conseguenti attacchi aerei sono durati ininterrottamente fino a domenica sera quando è stata concordata una tregua da entrambe le parti.

"Oggi la situazione sembra irreale – ha detto p. Gabriel – una settimana prima del conflitto, la parrocchia era piena di vita: avevamo attività per i giovani e le famiglie, campi estivi per gli scout, momenti di preghiera... Poi sono iniziati i bombardamenti e tutto si è fermato. All'improvviso, tutto è finito e tutti si sono ritrovati chiusi in casa".

Durante i tre giorni di attacchi aerei, la Striscia di Gaza è stata chiusa; chiuse le frontiere, sono rimasti chiusi anche i negozi e le aziende. Poi, dopo una lunga mediazione egiziana, è stata dichiarata una tregua e la vita è improvvisamente ripresa, come prima.

"Abbiamo subito ricominciato tutto – spiega p. Gabriel – preghiere, attività e campo scout... Abbiamo organizzato una gita per le mamme della parrocchia... E la domenica, dopo una mattinata di preghiera con l’ adorazione del Santissimo Sacramento, siamo andati anche al mare. La parrocchia ha affittato una piccola spiaggia e, anche se il bagno era vietato a causa del vento, abbiamo potuto giocare, chiacchierare, fare un picnic insieme... Sono venuti più di 200 cristiani, è stato davvero bello".

È difficile credere che solo una settimana prima sul territorio piovessero bombe. Eppure tutti hanno sentito il conflitto nel territorio senza sbocco al mare; più di quaranta morti, tra cui anche dei bambini, e un centinaio di feriti. "Dopo il conflitto, abbiamo pregato molto per la pace, la giustizia e la riconciliazione, come facciamo sempre. Abbiamo anche distribuito dei rosari alle famiglie, un dono di Papa Francesco. La risposta spirituale è stata molto forte".

Nonostante la situazione, la parrocchia sta facendo tutto il possibile per curare le ferite della gente. "Cerchiamo di essere al fianco di tutti perché nessuno si perda d'animo. È aiutandoci a vicenda, tra cristiani ma non solo, che possiamo mantenere vive la fede, la speranza e la carità".