"Vivere nello spirito del Risorto e testimoniare senza paura": Mons. Pizzaballa celebra la Pentecoste all'Abbazia della Dormizione

By: Geoffroy Poirier-Coutansais/PLJ - Published: June 02 Tue, 2020

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GERUSALEMME - Il 31 maggio 2020, il Patriarcato latino ha celebrato la Messa di Pentecoste nell'Abbazia della Dormizione, a due passi dal Luogo Sacro che commemora l'effusione dello Spirito Santo descritta negli Atti degli Apostoli. In un contesto di graduale ritorno alla normalità, dopo due mesi di isolamento e mentre sono ancora in vigore alcune restrizioni alle assemblee, Mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino, ha insistito sulla necessità di entrare in una nuova prospettiva, di 'accogliere' una nuova vita ', come quella che i discepoli hanno ricevuto oggi attraverso l'effusione dello Spirito Santo.

Come vuole la tradizione, l'Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino ha celebrato la Messa di Pentecoste nell'Abbazia della Dormizione, a pochi metri dal Cenacolo, dove avvenne l'effusione dello Spirito Santo. La celebrazione si è svolta quest'anno domenica 31 maggio 2020, alla presenza di soltanto una trentina di fedeli, visto che le restrizioni alle riunioni non consentono ancora a più di 50 persone di radunarsi in un luogo chiuso. Numerosi vescovi e sacerdoti del Patriarcato latino hanno concelebrato la Messa, tra cui mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale per Gerusalemme e Palestina, mons. Kamal Bathish, vescovo emerito, e don Ibrahim Shomali, cancelliere del patriarcato.

Erano presenti anche diverse congregazioni religiose femminili, tra cui le Suore tedesche di San-Carlo Borromeo, le Suore Maestre di S.Dorotea, le Suore del Rosario, le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione e le Suore della Carità.

Mons. Pizzaballa ha iniziato la sua omelia sottolineando la coincidenza tra questo giorno di Pentecoste e la riapertura di tutte le chiese della diocesi dopo due mesi di isolamento. Ha poi commentato il passo del Vangelo sulla Pentecoste, riferendosi alla "potenza dello Spirito che fa risorgere Cristo, che supera tutte le barriere e che entra nella vita dei discepoli trasformandole". Parlava di una "nuova vita" data ai discepoli, la cui paura aveva "estinto tutto lo spirito della vita". Continuando il suo discorso, il vescovo Pizzaballa ha tracciato un parallelo tra questa nuova vita donata ai discepoli e la nuova vita che attende i fedeli mentre le cose tornano gradualmente alla normalità. "L’incontro dei discepoli con il Signore risorto non li ha riportati alle loro vite precedenti, ma li ha immersi in una prospettiva completamente nuova", ha detto l'arcivescovo, "proprio come Cristo aveva ricevuto una nuova vita dal Padre, i discepoli ricevono una nuova vita dallo Spirito. Niente è rimasto più come prima. Ha quindi esortato i fedeli e la Chiesa di Gerusalemme nel suo insieme a entrare in una nuova prospettiva "per lasciarci conquistare dalla novità della vita che lo Spirito dona continuamente".