Sistema fotovoltaico nelle scuole del Patriarcato latino: passi concreti per vivere la «Laudato Sì»

Published: March 15 Thu, 2018

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PALESTINA – In una regione del mondo in cui il sole splende per più di 320 giorni all’anno, l’installazione di pannelli solari fotovoltaici rappresenta il metodo più logico per generare elettricità pulita. In Palestina, il Patriarcato latino ha installato un sistema fotovoltaico nelle sue scuole in cinque città: Ramallah, Birzeit, Aboud, Beit Jala e Gaza e attualmente è in corso l’istallazione a Zababdeh. Questo sistema, rispettoso dell’ambiente, apporta benefici non solo alle scuole del Patriarcato, ma anche agli edifici ad esse adiacenti: asili, case dei sacerdoti, e a Beit Jala sia al Seminario patriarcale latino e sia alla tipografia.

«Le scuole del Patriarcato latino sono in grado di ridurre quasi a zero le spese per il consumo di elettricità – ha sottolineato Habib Sleibi, un ingegnere del Patriarcato latino – mentre l’energia generata nel Seminario patriarcale latino è in grado di coprire circa il 60% del consumo».

Ma questo sistema richiede che la luce solare diretta funzioni? «La nostra regione è molto ricca di energia solare, specialmente nelle zone costiere e di alta montagna», ha risposto il sig. Sleibi. «Ma anche in condizioni di nuvolosità e con i nuovi modelli fotovoltaici installati di recente, l’elettricità può essere generata con tassi di efficienza che raggiungono il 60-70%».

Crisi dell’energia elettrica a Gaza

Il sistema fotovoltaico rappresenta una soluzione più che necessaria nella Striscia di Gaza, dove le persone – ormai da oltre un decennio – vivono con l’erogazione di energia elettrica solo per 4 o 5 ore giornaliere. Candele, torce elettriche e generatori a benzina erano diventati le loro fonte alternativa di energia. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umani, la crisi dell’elettricità a Gaza «si è ulteriormente deteriorata dall’aprile 2017 e l’attuale carenza di energia ha gravemente compromesso la disponibilità di servizi essenziali, in particolare di servizi sanitari, idrici e fognari».

Nel corso dei decenni, i papi hanno pubblicato encicliche a sostegno della protezione dell’ambiente. Il 12 marzo 2018, i fedeli delle tre religioni abramitiche si sono incontrati al Centro “Notre Dame” di Gerusalemme, per affrontare il tema dell’ecologia integrale sollevata nell’Enciclica «Laudato Sì», in cui papa Francesco esorta tutti gli esseri umani a «prendersi cura della nostra casa comune». Il cardinale Peter Turkson, uno dei relatori, ha condotto uno studio completo sulla continuità dell’Enciclica di papa Francesco con altre dei suoi predecessori. Ha sottolineato, attingendo alle precedenti encicliche, che «l’ecologia integrale è inseparabile dal concetto di società integrale», dove la preoccupazione per l’ambiente non può essere separata dalla preoccupazione per i poveri e la giustizia.

Nella sua risposta a una domanda posta da uno dei presenti sulla crisi degli abitanti di Gaza e sulla persistenza delle terribili condizioni di vita della Striscia, nonostante gli sforzi che la Chiesa cattolica compie per alleviare tali circostanze, il card. Turkson sottolineò che sarebbe stato necessario uno sforzo ecumenico e che il cambiamento sarebbe dovuto partire dalla “base”, e quindi senza aspettarsi alcun intervento o soluzione politica.

Così, nella parrocchia della Santa Famiglia di Gaza, si sono attivati perché tutto il complesso facesse affidamento sull’impianto fotovoltaico per gestire le necessità energetiche quotidiane della chiesa, delle due scuole, dell’asilo e delle case del sacerdote e delle suore.

Ma l’installazione del sistema non è l’ultima fase del progetto. La discussione sulla sostenibilità è sempre aperta. L’ingegnere Slebi afferma che «in 15 anni questi sistemi potranno funzionare in modo efficiente. Ecco perché abbiamo bisogno di tecnici qualificati e certificati che siano addestrati a gestirli e fornire manutenzione costante».

Diffondere la consapevolezza del rispetto ambientale è anche un impegno considerevole. Durante l’implementazione del progetto a Gaza, infatti, le aziende che hanno installato il sistema hanno programmato lezioni per gli studenti dai 10 ai 14 anni. Durante i corsi sono stati affrontati le tematiche delle tecnologie ad energia verde e della riduzione dell’inquinamento atmosferico, coprendo un fondamentale momento formativo in cui gli studenti si sono confrontati sull’importanza del sistema fotovoltaico e sulle tecniche del suo funzionamento.

Saher Kawas