Riportare la luce a Gaza: il progetto del Patriacato latino

Published: July 26 Thu, 2018

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GAZA – Colpiti dal blocco imposto da Israele da più di dieci anni, gli abitanti di Gaza cercano di vivere nonostante la difficile situazione economica, le restrizioni dell’accesso all’acqua potabile e la scarsità nella fornitura di prodotti essenziali, soprattutto di energia. Per sopperire alla mancanza di elettricità, iniziano  a considerare l’energia solare, in piena espansione in una regione che gode di molte giornate soleggiate, in media trecentoventi giorni all’anno.

Tre / quattro ore è il tempo medio giornaliero disponibile di corrente elettrica per i circa due milioni di palestinesi che vivono nella Striscia. Ci sono tre canali per la fornitura di elettricità a Gaza  – l’elettricità israeliana, l’elettricità egiziana e la centrale elettrica locale – essi però forniscono meno della metà del fabbisogno della popolazione, con il risultato di un continuo deficit di elettricità. A questo si aggiungano le interruzioni di corrente giornaliere che durano più di quindici ore al giorno e colpiscono indistintamente ospedali, scuole o impianti di trattamento delle acque. Senza elettricità, l’ambiente scolastico è particolarmente colpito, specialmente in inverno. Oltre alle temperature molto fredde nelle aule, gli insegnanti insegnano al buio, gli studenti faticano a leggere e devono fare i compiti al lume di candela. Anche gli studenti delle scuole cristiane devono sopportare il peso della situazione.

A fronte di questa carenza persistente, l’energia solare appare come un’alternativa importante, nonostante gli alti costi di installazione. Questo è il motivo per cui il Patriarcato latino ha deciso di investire per migliorare l’approvvigionamento energetico delle sue strutture nell’area della parrocchia. Allo scopo realizzerà un sistema di pannelli solari in grado di accumulare in batterie l’energia elettrica prodotta dal luce del sole per utilizzarla durante interruzioni della fornitura di corrente. Questo sistema solare sostituisce l’energia proveniente dalla rete quando il sole splende, e arriva a immettere nella rete l’elettricità non necessaria ai propri bisogni È quindi un dispositivo ideale per Gaza, dove la corrente manca fino a venti ore al giorno e dove la rete elettrica non è sempre accessibile.

Per la verità, questo progetto consiste nel potenziamento di un sistema installato dal Patriarcato latino nel 2016 quando fu realizzato un impianto fotovoltaico con una potenza di 100 KWP. Esso, tra le altre cose, aveva previsto la regolazione di tutte le schede di distribuzione dell’energia, l’installazione di aree in ombra per convertitori di energia, lo scavo per l’installazione di tubi e cavi sotterranei. L’energia creata poteva essere utilizzata o ceduta ad altri beneficiari. Ciò ha contribuito a ridurre il costo delle bollette dell’elettricità e a ridurre l’impatto ambientale. Sfortunatamente, questo sistema operava solo su rete ed era quindi inutilizzabile in caso di interruzione di corrente. Questo è il motivo per cui il Patriarcato latino ha scelto di migliorare questo dispositivo e per utilizzarlo in qualsiasi momento del giorno e della notte.

Questo progetto fa parte di un piano complessivo del Patriarcato per i cristiani di Gaza. Esso migliorerà le condizioni di vita degli studenti e dei parrocchiani, così come le due comunità di suore che vivono nei pressi della parrocchia. Sapere che l’elettricità funziona in modo continuo crea per loro un clima di sicurezza in un contesto soggetto a interruzioni di corrente e cali di tensione. Questo progetto fa parte della l’Initiative solaire pour la Palestine, che mira a ottenere il 10% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2020, contribuendo così a promuovere una energia pulita.

Vinciane J.