GERUSALEMME- Il 13 giugno, la comunità francescana di Gerusalemme ha celebrato la festa di sant’Antonio, patrono della Custodia di Terra Santa.

Sant’Antonio di Padova, predicatore e Dottore della Chiesa, è venerato in modo speciale dalla comunità dei francescani di Terra Santa. Ogni 13 giugno, i frati della Custodia celebrano il loro patrono, modello di vita francescana, ammirato da tutti per le sue umiltà e fedeltà a Dio. Quest’anno la messa, nella chiesa di San Salvatore, è stata presieduta da padre Francesco Patton, nuovo Custode di Terra Santa, succeduto a padre Pierbattista Pizzaballa.

Mons. William Shomali, Vicario patriarcale, ha assistito alla messa in rappresentanza del Patriarca latino, mons. Fouad Twal. Erano presenti alla celebrazione anche diversi rappresentanti delle Chiese di Gerusalemme oltre ad alcune autorità locali e consolari.

All’omelia, padre Patton ha commentato la vita di sant’Antonio sottolineandone le tappe importanti: “La vita di sant’Antonio è stata una ricerca continua e sincera della volontà di Dio. Dobbiamo imparare che non siamo noi a dirigere le nostre vite, ma che è il Signore a prenderci per mano e ci guida attraverso le situazioni impreviste e imprevedibili. A noi spetta solamente di essere aperti alle sorprese di Dio e di non opporgli resistenza. (…)Antonio ci insegna ad amare gratuitamente, con un cuore puro, senza secondi fini, senza voler possedere l’altro facendone uno strumento del nostro egoismo. I biografi di sant’Antonio ci raccontano che per mantenere un amore di questo tipo, puro e casto, sant’Antonio ha dovuto lottare contro se stesso. Amare in modo limpido costituisce sempre un grande sforzo! L’egoismo è facile da comperare, l’amore vero ha il prezzo della nostra vita”. Il Custode ha anche illustrato i diversi simboli di sant’Antonio così come la tradizione ce li ha consegnati: il saio, il giglio, il Bambin Gesù, il pane e il Libro della Parola. Tutte immagini che costituiscono per fedeli un invito ad ammirare sant’Antonio.

“Oggi, veneriamo sant’Antonio – ha concluso il Custode – celebriamo solennemente la sua festa e chiediamo la sua intercessione affinché ci accompagni nella nostra vita. Questa venerazione non può essere sincera, e la sua intercessione efficace se noi non cerchiamo di imitarlo sulla via dell’amore”.

Padre Francesco Patton è arrivato la settimana scorsa in Terra Santa. A Gerusalemme è stato accolto dai rappresentanti delle Chiese locali e dalla comunità francescana. Ha poi fatto il suo ingresso solenne nella Basilica del Santo Sepolcro, al Cenacolo, a Betlemme e a Giaffa dove, domenica scorsa, ha presieduto la messa sempre in onore di sant’Antonio, patrono di quella parrocchia. Occasioni tutte per scoprire i luoghi santi di cui è divenuto custode per almeno i prossimi sei anni.

Thomas Charrière
Foto: ©LPJ / Thomas Charrière

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