DEIR RAFAT – Domenica 30 ottobre, presso il santuario di Deir Rafat, la Chiesa di Gerusalemme ha celebrato la solennità di Maria Regina della Palestina. Quest’anno circa duemila persone partecipato alla celebrazione.

La solennità della Regina della Palestina viene celebrata annualmente nell’ultima domenica di ottobre. Il santuario che le è dedicato fu costruito nel 1927 su iniziativa dell’allora Patriarca Luigi Barlassina  – dal 2009 – è affidato alla comunità francese delle Soeurs de Bethléem.

Quest’anno, la celebrazione della messa è stata presieduta dall’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico, e concelebrata dai vescovi William Shomali, Giacinto Boulos Marcuzzo, Kamal Bathish e Joseph Zerey, con la presenza di molti sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, seminaristi di Beit Jala e della Domus Galileae, Cavalieri del Santo Sepolcro e numerosi fedeli.

Mons. Marcuzzo ha letto l’omelia a nome di mons. Pizzaballa. Le sue prime parole sono state per ricordare che: “Ottobre è il mese mariano per eccellenza, nella prima settimana abbiamo celebrato la memoria del Santo Rosario e oggi celebriamo la solennità di Maria Regina della Palestina, Patrona della Terra Santa”. Ha poi aggiunto: “Siamo venuti per domandare la sua intercessione, poichè Ella è pietosa e fedele. È la Regina del popolo della Terra Santa, figli di Abramo e suoi.

Alla luce delle lettere di san Paolo e degli Atti degli Apostoli, l’Amministratore Apostolico ha sottolinato la necessità di continuare a pregare, in quanto non si tratta di una attività che inizia e poi finisce, pregare è come un soffio vitale, ininterrotto e incessante. Se smettiamo di pregare per un lungo periodo, rischiamo di soffocare spiritualmente, di perdere la forza che ci viene da Dio. Potremmo perdere la pace interiore e la vera gioia e, di conseguenza, ritrovarci invischiati in molte difficoltà”.

Egli ha anche sottolineato come pregava la Vergine Maria: “La preghiera della nostra santa Madre non era una domanda, ma una preghiera di lode e di ringraziamento, che usciva da un cuore gioioso. Quando si è recata in visita da santa Elisabetta le sue parole sono state: L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”.

Alla fine della messa, la tradizionale processione ha raccolto sacerdoti e fedeli dietro la statua della Regina di Palestina. Quest’anno, circa duemila persone hanno partecipato alla celebrazione, un numero più alto rispetto all’anno scorso.

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