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Noi Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme, tutti insieme proclamiamo a una sola voce la vittoria trionfale del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo resuscitato dai morti. Il messaggio della Pasqua, inaugurato a Gerusalemme e che risuona tra i secoli, ancora una volta squilla a Gerusalemme, la città della Resurrezione.

Quest’anno, abbiamo assistito al restauro della Santa Edicola nella Basilica del Santo Sepolcro, due secoli dopo l’ultimo intervento e circa cento anni dopo la collocazione delle putrelle d’acciaio che l’hanno sorretta per tutto questo tempo. Il compimento di questa difficile impresa è la testimonianza del sostegno ricevuto dai quattro angoli della terra per la sua esecuzione.

La liturgia di inaugurazione del restauro della Santa Edicola ha testimoniato il nostro animo ecumenico ed evidenziato la nostra unità in Cristo.

Ci custodiamo insieme, formando un solo corpo, una sola voce, attorno alla tomba vuota. Eravamo là, in quanto cristiani, uniti per porgere la speranza, la perseveranza e la determinazione a trasformare questo mondo sotto le insegne di Cristo che ha vinto la morte con la sua Resurrezione. La storia sacra di Gerusalemme, e in particolare del Santo Sepolcro, è un richiamo costante per il mondo intero, che in questo luogo e in un momento preciso, la Risurrezione è stata proclamata per tutti e per tutti i tempi. La Risurrezione ispira alle pietre vive, ai cristiani locali, questa perseveranza che li rende testimoni viventi della Terra Santa.

Questa è la nostra preghiera: che la speranza inaugurata dal nostro Signore risorto illumini i leader e le nazioni di tutto il mondo.

Essi vedano questa luce e raccolgano le nuove opportunità per operare a favore del bene comune e riconoscano che tutti gli esseri sono creati uguali davanti a Dio. La luce di Cristo conduce tutta la famiglia umana verso la giustizia, la riconciliazione e la pace da ricercare  senza sosta. Essa ci impegna a essere uniti e a vivere in armonia gli uni con gli altri. La potenza e la voce della Risurrezione raggiungano ogni sofferenza, ingiustizia e alienazione, per portare speranza, luce e vita a tutti.

Mediante la risurrezione e la tomba vuota, dobbiamo ricordare che il dolore, la sofferenza e la morte non hanno l’ultima parola, ma che Dio è colui che ha la prima e l’ultima parola. Ricordiamo il messaggio con cui l’angelo, nel giorno di Pasqua, ha sfidato i primi discepoli, uomini e donne: ‘Perché cercate tra i morti colui che è vivo? [Gesù] non è qui, è risorto “(Lc 24,5-6).

Cristo è risorto.

É veramente risorto.

Alleluia!

 Pasqua 2017

+ Patriarca Teofilo III, Patriarcato greco-ortodosso

+ Patriarca Norhan Manougian, Patriarcato della Chiesa apostolica armena  ortodossa

+ Mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino

+ Padre Francesco Patton, ofm, Custode di Terra Santa

+ Mons. Anba Antonius, Patriarcato copto ortodosso, Gerusalemme

+ Mons. Swerios Malki Mourad, Patriarcato siriano ortodosso

+ Mons.Aba Embakob, Patriarcato etiope ortodosso

+ Mons. Joseph- Jules Zerey, Patriarcato Melchita

+ Arcivescovo Mosa El -Hage, Esarcato maronita

+ Mons. Souheil Dawani, Chiesa episcopale di Gerusalemme e del Medio-Oriente

+ Mons. Munib Younan, Chiesa  evangelica luterana di Giordania e di Terra Santa

+ Mgr Pierre Malki, Esarcato siriano cattolico

+ Mgr Georges Dankaye, Esarcato armeno cattolico

Foto: ©Berthold Werner

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