GERUSALEMME – Mercoledì 21 settembre 2016, mons. Pizzaballa, nominato da papa Francesco il 24 giugno scorso, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino, ha tenuto una conferenza stampa prima del suo ingresso solenne da Porta Giaffa a Gerusalemme e della celebrazione del Vespri nella Co-cattedrale del Patriarcato latino.

In occasione di una conferenza stampa, nel primo pomeriggio, nel quartiere Mamilla a Gerusalemme, mons. Pizzaballa ha esposto le sfide più importanti del suo mandato. In primo luogo “Riorganizzare l’amministrazione del Patriarcato, continuando ad aiutare la Chiesa nella sua vita spirituale e nelle sue attività pastorali”.

Sotto il profilo pastorale , il nuovo Amministratore Apostolico ha promesso di lavorare per “l’unità delle Chiese”, sottolineando che:”non possiamo permetterci di dare lezioni di dialogo al mondo intero se tra noi regnano divisioni e sospetto!”.

“Vorrei anche incoraggiare le famiglie, il popolo di Dio, le comunità, tenendo conto dei bisogni molto differenti di ogni regione della Diocesi: la Giordania, la Palestina…”. Il nuovo vescovo ha poi condiviso le sue preoccupazioni: “I giovani, i migranti, i lavoratori stranieri, tutti quelli che si allontanano dalla Chiesa” ma anche “i problemi della situazione politica, in special modo la riunificazione della famiglie” e gli “equilibri sconvolti del Medio Oriente, la Siria, l’Iraq, le migliaia di rifugiati accolti in Giordania”.

Mons. Pizzaballa ha inoltre assicurato di voler “favorire gli incontri” e lavorare per il dialogo, “missione così difficile qui in Terra Santa dove le religioni sono costantemente fonte di conflitto”. “Vorrei almeno, ha confidato, porre dei gesti sull’esempio di papa Francesco, poiché questi gesti contribuiscono a creare una mentalità”.

Il Vescovo ha poi spiegato ai giornalisti presenti alla conferenza il compito specifico di un “Amministratore Apostolico”. “Si tratta, ha precisato, di una soluzione temporanea, che permetta di preparare al meglio la strada per il nuovo Patriarca che verrà nominato in seguito, quando la situazione sarà matura”.

Una folla in festa alla Porta di Giaffa

Dopo la conferenza stampa, il nuovo Amministratore è stato accolto alla Porta di Giaffa dai capi delle Chiese di Gerusalemme e da una folla enorme di fedeli locali, di religiosi, di sacerdoti, di seminaristi, di pellegrini, dalla fanfara degli scout.

Tra le autorità religiose presenti, il Patriarca greco-ortodosso Teofilo III, il Patriarca armeno Manougian, mons. Anba Antonius del Patriarcato copto, mons. Daniel Aba del Patriarcato etiopico, mons. Mounib Younan della Chiesa evangelico-luterana, mons. Musa-el-Hage dell’Esarcato maronita, mons. Zerey del Patriarcato melchita, il Custode di Terra Santa fra Francesco Patton, il cardinale Edwin O’Brien, Gran Maestro dell’Ordine del Santo Sepolcro. Erano presenti anche i Consoli Generali di diversi paesi europei e del mondo.

Prima dei Vespri celebrati nella Co-cattedrale del Patriarcato in latino, arabo e italiano, mons. William Shomali, Vicario a Gerusalemme e in Palestina, ha rivolto un saluto di benvenuto al nuovo Amministratore (qui il testo integrale): “Il Santo Padre le ha affidato la cura di una grande diocesi che si estende sulla Giordania, sulla Palestina, su Israele e su Cipro. Si tratta di una grande missione. L’attesa è grande e il clero, le comunità religiose e i fedeli tutti, sono desiderosi e contenti di collaborare con lei nell’adempimento del suo ministero pastorale”. Mons. Shomali ha anche salutato ” la ricca esperienza, il grande dinamismo e la volontà orientata al servizio” del nuovo Amministratore, ricordando il suo ” lungo  e fecondo mandato di  Custode di Terra Santa”.

Rivolgendosi a sua volta all’assemblea, mons. Pizzaballa, emozionato, ha lanciato un appello all’unità (qui il testo integrale): “Dopo la gioia della trasfigurazione, c’è la discesa dal monte, nella vita ordinaria e quotidiana, con il suo carico di gioie certamente, ma anche di problemi, sofferenze e divisioni (…)proprio in questo contesto così difficile e che non ci permette di farsi illusioni, siamo chiamati ad essere Chiesa, cioè a dare la nostra testimonianza di unità. Qui, in questo contesto lacerato e diviso, insomma il primo annuncio da dare è l’unità, che comincia da noi, all’interno della nostra casa”.

L’Amministratore Apostolico ha poi concluso con le stesse parole che ha pronunciato a Bergamo dieci giorni fa: “Voglio essere il vescovo di tutti e per tutti e conto sulla piena collaborazione di tutti”.

Myriam Ambroselli

Foto: ©LPJ/ ©Mounir F. Hodaly

Ingresso solenne a Porta Giaffa, Gerusalemme:

 

0A2B1751.jpgDSC_0204.jpgDSC_0207.jpgDSC_0210.jpgDSC_0238.jpgDSC_0273.jpgDSC_0274.jpgDSC_0289.jpgDSC_0332.jpgDSC_0334.jpgDSC_0335.jpgDSC_0339.jpgDSC_0341.jpgDSC_0352.jpgDSC_0356.jpgDSC_0363.jpgDSC_0364.jpgDSC_0370.jpgDSC_0380.jpgDSC_0383.jpg0A2B1754.jpg0A2B1759.jpg0A2B1761.jpg0A2B1775.jpg0A2B1785.jpg0A2B1787.jpg0A2B1790.jpg0A2B1793.jpg0A2B1795.jpg0A2B1803.jpg0A2B1819.jpg0A2B1823.jpg0A2B1825.jpg0A2B1835.jpg0A2B1842.jpg0A2B1843.jpg

Vespri nella Co-cattedrale del Patriarcato: latino

 

0A2B1851.jpg0A2B1855.jpg0A2B1858.jpg0A2B1859.jpg0A2B1868.jpg0A2B1874.jpg0A2B1884.jpg0A2B1886.jpg0A2B1888.jpg0A2B1891.jpg0A2B1896.jpg0A2B1898.jpg0A2B1906.jpg0A2B1910.jpg0A2B1914.jpg0A2B1917.jpg0A2B1919.jpg0A2B1921.jpg0A2B1926.jpg0A2B1927.jpgIMG_1746.jpgIMG_1748.jpgIMG_1750.jpgIMG_1751.jpgIMG_1755.jpg0A2B1928.jpgIMG_1758.jpg0A2B1935.jpg0A2B1936.jpg0A2B1942.jpgIMG_1769.jpg0A2B1949.jpg0A2B1951.jpg0A2B1954.jpg0A2B1971.jpg

Rinfresco al patriarcato latino:

0A2B1967.jpg0A2B1968.jpg0A2B1971.jpg0A2B1972.jpg0A2B1975.jpg0A2B1985.jpg0A2B2000.jpg0A2B2002.jpg0A2B2004.jpg0A2B2006.jpg0A2B2015.jpg0A2B2023.jpg0A2B2028.jpg0A2B2034.jpg0A2B2037.jpg0A2B2040.jpg0A2B2048.jpg0A2B2056.jpg0A2B2067.jpg
image_print
Designed and Powered by YH Design Studios - www.yh-designstudios.com © 2017 All Rights Reserved
X