AMMAN – Venerdì 30 settembre 2016, la Chiesa latina del Regno Hashemita di Giordania ha accolto solennemente l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa.

Mons. Pizzaballa, al suo arrivo al King Hussein Bridge, è stato accolto, dal Vicario del Patriarcato latino in Giordania, mons. Maroun Lahham, da mons. Salim Sayegh, da mons. Roberto Cuna, consigliere della Nunziatura Apostolica di Amman, e da molti sacerdoti e autorità.

Il corteo ha raggiunto la chiesa di Nostra Signora di Nazareth a Swefieh, ad ovest di Amman, dove il neo vescovo ha presieduto una Messa solenne. Molti vescovi, leader e rappresentanti delle Chiese presenti nel Regno hanno partecipato alla celebrazione insieme a sacerdoti dalle diverse parrocchie, ai movimenti apostolici e a personalità diplomatiche.

Dopo aver letto il Vangelo del Buon Pastore, mons. Pierbattista Pizzaballa ha detto: «Accogliersi l’un l’altro è il primo passo in questa strada da percorrere insieme, e questo richiede di porre la fiducia gli uni negli altri, di credere che l’altro sia un dono, anche se non lo sappiamo. L’accoglienza, come voi giordani sapete bene, è un gesto importante, si tratta di un grande gesto. Anzi, si può dire che la grandezza di una vita si misura dalla sua capacità di ospitare, al posto e all’importanza che si dà nell’accogliere l’altro».

Sottolineando che nel Vangelo, il Signore Gesù Cristo ripete spesso che cosa grande sia accogliere il fratello, mons. Pizzaballa ha continuato: «In Giordania, si dà il benvenuto con grande onore e non credo solo ai rifugiati siriani e iracheni».

«È ora il mio turno, io sono oggi accolto da voi e vengo a chiedere il dono della vostra ospitalità, ma assicuro anche la mia. Voglio che sentiate che io sono là, accessibile, che sono qui per tutti voi».

«Vengo a voi, come ho già detto molte volte, come un fratello, per il periodo che la Chiesa pensa appropriato. Vi prometto piena collaborazione per il servizio che la Chiesa ci chiede in questo momento su questa terra. Cercherò di soddisfare tutti, specialmente i sacerdoti e le case religiose del paese. Sono sicuro di poter contare anche sulla vostra collaborazione».

Ha concluso dicendo: «È giusto e doveroso ringraziare il Re, la famiglia reale e il governo giordano per il loro sostegno alle comunità religiose della Giordania, per la promozione del dialogo tra le comunità religiose nella tolleranza e rispetto di tutti».

Mons. Pizzaballa incontrerà re Abdullah il 19 ottobre.

Fonte: abouna.org

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