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TAYBEH – Domenica 8 ottobre, nella cornice di un ritiro spirituale, si è riunito a Taybeh il Consiglio pastorale diocesano per la Palestina e Israele.

«Voi siete Chiesa»

La giornata è iniziata con la conferenza di notevole portata spirituale tenuta da S.B. mons. Michel Sabbah, dal titolo: «L’identità del cristiano: Cristo, la Chiesa, la società», durante la quale il Patriarca emerito ha ridefinito ciò che è la vera fede in Cristo, una fede matura e operativa.

Credere in Gesù Cristo significa appartenere alla Chiesa. Questo non vuol dire aderire a un qualunque gruppo sociale, ma vivere in una comunità che è chiamata ad essere riflesso stesso di Dio. La Chiesa è il corpo del Signore, alla quale è unito per opera dello Spirito Santo, attraverso la forza dell’amore di Dio.

La Chiesa non solo comprende i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, ma comprende anche tutti noi: «Voi siete Chiesa!».

Il Patriarca allora si è soffermato su due frasi di Gesù. Citando il versetto di Matteo 17, 20: «Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là», ha ricordato che la fede ha un sorprendente potere spirituale che ci spinge a realizzare azioni straordinarie indipendentemente da quanti siamo. Ciò che conta è l’energia spirituale che ci dà. Con questa forza è possibile cambiare le cose sia in campo economico, politico o in qualsiasi altra sfera della società.

Il secondo versetto è tratto dal Vangelo di Giovanni: «Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi» (14, 12). Queste parole amplificano il concetto che il Patriarca ha espresso in precedenza: con una tale fonte di energia, una comunità può compiere le opere di Gesù e anche di più.

Poi Sua Beatitudine ha sottolineato tre punti necessari: la lettura e lo studio della Parola di Dio, l’importanza dell’Eucaristia, e un impegno spirituale quanto finanziario perché siamo invitati a condividere con gli altri le benedizioni di cui il Signore ci riempie.

Condividere un linguaggio comune

Nella prima riunione, uno dei membri della Commissione aveva richiamato l’attenzione sulla necessità di condividere un linguaggio comune per promuovere la qualità degli scambi.

Così, i membri della Commissione hanno riflettuto sul significato della terminologia presente nella «Guida dei laici nella Chiesa», scritta dallo stesso mons. Michel Sabbah: fede matura, identità collettiva aperta, comandamento dell’amore, seguire Cristo, essere cristiano, Chiesa e Parrocchia (al posto di Confessione).

La famiglia in questione

Dopo la Santa Messa e il pasto conviviale, i membri della Commissione si sono incontrati intorno a padre Ibrahim Shomali, Cancelliere del Patriarcato e Segretario regionale della Commissione.

Padre Ibrahim ha esordito ricordando che, nella riunione tenutasi a settembre, i sacerdoti avevano scelto il tema pastorale della famiglia. Affinché la Commissione fosse in possesso di una banca dati su tale tematica, è stata condotta un’indagine nelle parrocchie per conoscere il lavoro pastorale già svolto con le famiglie. Padre Issa Hijazeen ha presentato i risultati di questo sondaggio. Dalle risposte di 15 parrocchie su 26 delle Diocesi di Palestina e Israele, si deduce che le parrocchie godono già di mezzi per raggiungere le famiglie, ma che tuttavia resta ancora molto da fare.

Da parte sua, padre Aziz Halaweh ha ricordato che le Diocesi posseggono materiali interessanti e validi da usare: come filmati, libri ed altro.

Infine, la Commissione ha esaminato le due questioni principali che i sacerdoti hanno augurato vengano sollevate per questo nuovo anno:

  • l’accompagnamento delle coppie dopo il matrimonio e la possibilità di creare un movimento di apostolato per le famiglie. Dopo lunghe discussioni, si è convenuto di istituire in ogni parrocchia un gruppo di famiglia, che andrà a seguire un percorso di formazione intorno a cinque temi legati ai rapporti familiari: rapporto tra coniugi, relazione con i bambini, rapporto con gli altri, gestione delle crisi, la famiglia nella Chiesa e nella società. Ogni tema coprirà tre riunioni. Alla fine di questo percorso sarà organizzata una grande riunione generale di tutti i gruppi parrocchiali, in cui si lancerà un movimento apostolico delle famiglie.
  • Le famiglie lontane della Chiesa. La Commissione ha deciso di svolgere una grande campagna per raggiungere queste famiglie. Ogni sacerdote deve riunire una squadra composta dai preti della parrocchia, da religiosi e religiose, da laici impegnati (tra cui coppie) che andrà a visitare queste famiglie per capire le ragioni del loro distacco dalla Chiesa. È stato ricordato che le famiglie possono essere incontrate in occasione dei Sacramenti e di speciali celebrazioni liturgiche come gli anniversari di nozze, la Prima Comunione e la Cresima.

Mariana Kanzou’a

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