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AMMAN – Per quattro giorni, dal 24 al 27 giugno 2017, studenti da tutta la Giordania si sono dati appuntamento al Centro Nostra Signora della Pace per un tempo di preghiera e di formazione. Il campo, organizzato dalla Gioventù Studentesca Cattolica(JEC) di Giordania, aveva come tema i grandi problemi dei giovani di oggi (vita affettiva, tentazione dell’ateismo, indifferenza nei confronti di Dio…). Il progetto è sostenuto dal Patriarcato latino.

 Un campo per incontrare Dio e affrontare le sfide di oggi

Uno schiocco di dita e si parte, il tono è dato: un canto di lode improvvisato tra due lezioni. Questo 24 giugno, i giovani non mancano di entusiamo nel ritrovarsi. Sono 110 studenti, tra i 18 e i 23 anni, provenienti da tutta la Giordania, per questo ritiro organizzato tra le attività  della Gioventù Studentesca Cattolica(JEC) in Giordania. Questi quattro giorni di campo costituiscono un momento forte dell’anno per i giovani JEC. La sessione di quest’anno è organizzata attorno a tre temi principali: la tentazione dell’ateismo, il rischio di indifferenza verso Dio e, infine, la vita affettiva. Questi grandi temi sono affrontati mediante letture, tempi di condivisione, di canto e di preghiera.

Padre Nohra Sfeir, carmelitano venuto espressamente dal Libano, ha predicato illustrando gli insegnamenti di diversi santi come ad esempio Elisabetta della Trinità, Teresa del Bambin Gesù, o ancora Edith Stein. A questo approccio spirituale si affiancano dei tempi di approfondimento nei quali i giovani possono imparare a conoscersi sotto lo sguardo di Dio, in un contesto adatto e attento. “Qui non è importante sapere se vieni da Kerak, da Smakieh o da Amman. La persona è accolta per quella che è” spiega Rami, responsabile di uno dei gruppi di giovani.

Il campo estivo, una rincorsa per tutto il resto dell’anno

Questo campo annuale rappresenta un bel respiro per molti giovani dopo un anno molto intenso. “Durante l’anno, gli studenti sono spesso sotto pressione per quanto riguarda la loro formazione e il loro futuro … Con la JEC, durante il campo, trovano una vera famiglia, un sostegno per tutto l’anno. L’opportunità della JEC in Giordania è quella di godere di un ambiente sereno che consente ai giovani di praticare la fede e di ritrovarsi senza problemi”, continua Rami.

Se la fede è un pilastro nella vita per molti, altri riscoprono attraverso il campo la vera gioia di essere cristiani e, al di là della appartenenza a una famiglia religiosa,  la gioia di nutrirsi dei sacramenti. “Quando un giovane si alza per andare a confessarsi, dopo cinque anni in cui non ne trovava il coraggio, o quando un’altro decide di tornare alla messa, è una bella  una vittoria di Cristo!” dice Rami. Quest’anno il campo della JED, ha avuto anche l’opportunità di accogliere cinque rifugiati iracheni che recano una diversa tonalità. “Essi hanno una fede radiosa e robusta. Come se quello che è loro capitato avesse rafforzato la loro fede … “ spiega Rami.

Per insegnare il Vangelo ai giovani giordani, gli animatori della JEC sono ricchi di idee, attraverso il canto e il teatro i giovani fanno esperienza di Cristo. Sia chiaro, tutta questa attività è sempre a servizio dell’annuncio del Vangelo, perchè ciascuno possa fare il suo incontro personale con Cristo. Pilastro di questi quattro giorni, la veglia di adorazione costituisce un momento forte, cuore a cuore, con Dio, nel silenzio.

Perseguire l’evangelizzazione mediante la rete

Alla fine del campo, la gioia di ciascuno è evidente e i volti felici. “Tra l’inizio e la fine del campo, c’è un mondo” sorride suor Rudaina, salesiana, mentre descrive il campo. Affichè questo fervore possa portare frutto lungo tutto l’anno è necessario alimentarlo, gli organizzatori della JEC ne sono ben consapevoli. Questi giovani continueranno a formarsi e a sostenersi grazie agli incontri settimanali in piccoli gruppi. Ma per mettere Cristo al centro con tutti i mezzi, Rami, responsabile delle reti social del gruppo studenti, non ha esitato a lanciare un gruppo su Facebook. “Vi si parla di tutto comprese le questioni più sensibili come quella connesse alla vita affettiva, tabù in alcuni ambienti. Quando questi giovani aprono facebook, e Dio sa che sono collegati, ora hanno l’impulso di andare come prima cosa in questo gruppo. Si tratta di una scommessa vincente!”. Visto il successo dell’iniziativa, per quanto riguarda il gruppo di età degli studenti, questo modello potrebbe essere esteso anche ad altri gruppi JEC, di età più giovane. (Continua).

Claire Guigou

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