Cinquanta giorni dopo la Risurrezione del Signore, la Chiesa celebra la grande festa di Pentecoste—il compimento della promessa di Gesù ai suoi discepoli prima della Sua Ascensione:
| «Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo scenderà su di voi, e sarete miei testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e fino agli estremi confini della terra.» (Atti 1,8) |
Questo momento non è semplicemente una commemorazione di un evento passato, ma un rinnovamento della nascita e della missione della Chiesa, un richiamo vivificante alla presenza duratura dello Spirito Santo nelle nostre vite. Avvicinandoci a questa sacra celebrazione, siamo invitati a fermarci e riflettere: quale posto occupa lo Spirito Santo nel nostro cammino cristiano?
Spesso nelle Scritture la nostra attenzione è rivolta a Gesù Cristo, il Figlio, e al Padre che Gesù rivela. Ma che dire dello Spirito Santo—la terza Persona della Trinità? La Sua presenza non è un pensiero secondario, né limitata al Cenacolo. Dalla Genesi all’Apocalisse, lo Spirito di Dio soffia in tutta la storia della salvezza.
All’inizio, Egli aleggiava sulle acque (Gen 1,2), portando ordine dal caos. Ha infuso vita nell’umanità (Gen 2,7), ha rinnovato la faccia della terra (Sal 104,30) e ha dato forza e sapienza ai capi—profeti, giudici, re—(Gen 41,38; 1 Sam 10,6; 16,13). Si è manifestato attraverso il roveto ardente a Mosè (Es 3,2), ha guidato gli Israeliti con una colonna di fuoco e di nube (Es 14,20), e ha riempito il Tabernacolo con la presenza divina (Es 40,34).
Lo stesso Spirito ha coperto Maria nell’Annunciazione (Lc 1,35), è disceso su Gesù nel battesimo (Mt 3,16) e lo ha spinto nel deserto (Mt 4,1). Gesù, pieno di Spirito, ha iniziato il suo ministero pubblico, ha guarito, insegnato e compiuto miracoli con la potenza dello Spirito. Prima della Sua Ascensione, ha promesso questa stessa presenza divina ai suoi seguaci (Gv 14–16)—una promessa compiuta a Pentecoste e rinnovata in ogni generazione.
Oggi lo Spirito Santo non dimora in tende o templi di pietra, ma in noi (1 Cor 6,19). Attraverso tutti i Sacramenti della Chiesa siamo sigillati e pieni dello Spirito, l’Avvocato che insegna, ricorda, convince e consola (Gv 14,26). Nelle nostre preghiere, lo Spirito intercede per noi con «sospiri ineffabili» (Rm 8,26). Nella Chiesa, dona diversi carismi per il servizio (1 Cor 12), coltiva i frutti della santità (Gal 5,22-23) e ci trasforma sempre più nell’immagine di Cristo (2 Cor 3,18).
Come ha riflettuto il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, nella VI Domenica di Pasqua:
«Bisogna piuttosto rendersi disponibili allo Spirito, farsi attenti alle sue ispirazioni, che nascono nel profondo nel nostro cuore... La memoria di Dio in noi passa anche attraverso una comprensione profonda della vita di Gesù. Non basta un ascolto superficiale, è necessario imparare a conoscere e a riconoscere i lineamenti del volto di Cristo, il suo pensiero, la logica profonda che lo ha animato. Se si comprende qualcosa, allora poi lo si ricorda»
Il Patriarca ci ricorda che lo Spirito Santo non guida solo le nostre scelte esterne, ma vuole plasmare il nostro essere interiore per formare Cristo in noi (Rm 8,29), affinché non solo crediamo in Gesù, ma viviamo come Lui ha vissuto.
In verità, senza lo Spirito Santo non possiamo vivere la vita cristiana. Solo Lui ci dà la forza di vincere il peccato (Gal 5,16), costruisce la Chiesa nell’unità e nell’amore, e dà testimonianza del Signore Risorto attraverso la nostra vita. Egli è il sigillo della salvezza, la fonte di acqua viva (Ap 21,6) e la voce divina che, insieme alla Sposa, cioè la Chiesa, grida: «Vieni» (Ap 22,17), accendendo in noi un desiderio più profondo per il ritorno della nostra Beata Speranza, Gesù Cristo.
E così, come pietre vive della Terra Santa e della Chiesa Universale, dobbiamo chiederci:
- Stiamo facendo spazio allo Spirito per agire in noi? Ci lasciamo trasformare dalla sua grazia, permettendogli di plasmarci in ciò che siamo chiamati a essere?
- Siamo attenti alle sue dolci sollecitazioni o le resistiamo? Sappiamo calmare mente e cuore per ascoltare il suo dolce sussurro?
- Crediamo che lo stesso Spirito che discese sugli Apostoli desideri oggi darci la forza per essere testimoni nella nostra “Gerusalemme, Giudea, Samaria e fino agli estremi confini della terra”?
Nel Cenacolo, i discepoli attesero con obbedienza, preghiera e comunione. Fecero spazio perché la promessa di Dio si compisse. Possa anche noi trovarci vigili e pronti—cuori aperti; spiriti disponibili—affinché lo Spirito venga e ci rinnovi ancora una volta.
Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Amen.

