Sabato 24 gennaio 2026, la Chiesa latina e la comunità latina di Cipro hanno celebrato la prima festa annuale ufficiale dei latini di Cipro, istituita nella ricorrenza della Conversione di San Paolo. L'evento ha messo in risalto l'unità e la presenza dei cattolici latini, nonché le loro relazioni di lunga data con altre Chiese cristiane e autorità civili.
Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme per i latini, ha presieduto la Messa nella Chiesa Latina della Santa Croce a Nicosia, concelebrata da Mons. Bruno Varriano, Vicario Patriarcale di Cipro, insieme al clero della Chiesa Maronita.

Secondo il comunicato stampa ufficiale della parrocchia di Santa Croce, la festa "segna una continuità storica dopo l'ordinazione episcopale del primo vescovo cattolico latino a Cipro dopo quattrocento anni, un evento storico di eccezionale importanza ecclesiale, storica e istituzionale per il nostro Paese. Attraverso questa celebrazione annuale, i latini di Cipro, insieme a ospiti illustri, pregheranno per Cipro, il suo popolo e tutte le sue comunità, per la pace e la convivenza, onorando la loro presenza secolare sull'isola".
Alla celebrazione hanno partecipato Sua Eminenza l'Arcivescovo Gomidas Ohanian, Vicario Generale della Chiesa Armena di Cipro; il Reverendissimo Archimandrita Venedictos Ioannou, in rappresentanza dell'Arcivescovo Georgios della Chiesa di Cipro; il Sig. Marios Hartsiotis, Commissario Presidenziale; la Sig.ra Antonella Mantovani, rappresentante dei Latini in Parlamento; e altre personalità di spicco.
Nella sua omelia, il Cardinale Pizzaballa ha riflettuto sulla conversione di San Paolo come storia di incontro, sottolineando che Dio incontra le persone non solo nella debolezza, ma anche nella sicurezza di sé: «Dio entra non solo nelle nostre evidenti fragilità, ma anche nelle nostre certezze religiose, nelle nostre strutture ben costruite, nelle nostre sicurezze spirituali».

Ha sottolineato la domanda rivolta da Cristo a Paolo – «Perché mi perseguiti?» – come rivelazione decisiva del mistero cristiano, affermando che Cristo si identifica con il suo Corpo ed è presente «nella sua fragilità, nelle sue ferite e nella carne concreta dei fratelli e delle sorelle». Qualsiasi rottura della comunione, ha osservato, ferisce Cristo stesso, rendendo l'unità dei cristiani «non un ornamento della fede, ma una dimensione essenziale del mistero di Cristo».
Applicando questa riflessione a Cipro, il Cardinale ha descritto l'isola come un simbolo della vocazione rivelata nella vita di San Paolo. Paolo, che un tempo credeva di servire Dio combattendo, arrivò a comprendere che il vero servizio a Dio si trova nella conversione del cuore umano. «Questa intuizione si estende a tutti gli ambiti della vita, dove la chiamata non è solo quella di gestire il potere, ma di salvaguardare ciò che è umano, proteggere la dignità di ogni persona e promuovere la giustizia e la pace», ha affermato.
Concludendo la sua omelia, il cardinale Pizzaballa ha ricordato che il mandato del Signore risorto – «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo» – è affidato a tutti i discepoli, non solo a una Chiesa. La conversione, ha sottolineato, è un cammino che dura tutta la vita, che chiama i credenti a una fede continuamente rinnovata per diventare testimoni credibili del Vangelo «fino agli estremi confini del mare e della storia».

Mons. Bruno Varriano, Vicario Patriarcale di Cipro, ha concluso ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla celebrazione e tutti coloro che hanno partecipato a questo storico evento.

Al termine della Messa, i discorsi hanno sottolineato il significato della festa nell'enfatizzare l'unità e la presenza dei cattolici latini e le loro relazioni con le altre Chiese e le autorità statali. L'archimandrita Venedictos Ioannou ha ricordato la testimonianza missionaria dei santi Paolo e Barnaba come fondamentale per la Chiesa di Cipro e ha ribadito l'impegno della Chiesa ortodossa nel dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica romana, continuando l'eredità del patriarca Atenagora I e di papa Paolo VI. Ha espresso la speranza che i cristiani possano un giorno raggiungere «l’unità in un’unica confessione e in un unico Santo Calice eucaristico».
Sebbene i cattolici a Cipro - compresi i fedeli di rito latino, i maroniti, gli armeni e i residenti locali - costituiscano una minoranza, la loro presenza è profondamente radicata nella storia e nella vita ecclesiale dell'isola. I cattolici latini fanno risalire la loro presenza al 1192 e contribuiscono da tempo al patrimonio culturale, sociale e spirituale di Cipro. L'istruzione rimane un contributo importante, con istituzioni come il Terra Santa College di Nicosia (1646) e la St. Mary's School di Limassol (1923) che continuano a servire studenti provenienti da contesti diversi.







