La sera di sabato 30 maggio 2026, la Parrocchia Latina di Gerusalemme ha concluso il Mese Mariano con una solenne celebrazione, che ha riunito clero, religiosi e fedeli in preghiera e devozione alla Beata Vergine Maria.
Alla celebrazione hanno partecipato Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme per i latini; Mons. Bolous-Marcuzzo; Mons. Ilario Antoniazzi; P. Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa; e l’Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico. A loro si sono uniti i frati del Monastero di San Salvatore, numerosi religiosi e religiose di varie congregazioni di Gerusalemme e centinaia di fedeli provenienti da tutta la città.

La celebrazione è iniziata nel cortile del Monastero di San Salvatore, con la recita del Rosario, seguita dalla Messa presieduta da P. Rami Asakrieh. Durante la liturgia, le ragazze della parrocchia hanno recitato l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, mentre il Patriarca impartiva la benedizione sulle Medaglie Miracolose, che sono state poi conferite loro dal Custode. I fedeli, riuniti in preghiera, hanno reso grazie per il dono della presenza materna di Maria nella vita della Chiesa e hanno invocato la sua intercessione per la pace e per una vera testimonianza del Figlio suo nella terra del Vangelo.
Riflettendo sul Vangelo della Visitazione (Lc 1,39–56), padre Asakrieh ha sottolineato che l’incontro tra la Vergine Maria e santa Elisabetta rappresenta l’incontro tra le promesse dell’Antica Alleanza e il loro adempimento in Cristo. Elisabetta, ha spiegato, rappresenta «le promesse di Dio nell’Antico Testamento», mentre Maria porta «il compimento delle promesse e delle profezie di Dio», portando la presenza di Dio in mezzo al suo popolo. «Questa è la ragione della loro gioia», ha detto, aggiungendo che i cristiani provano la stessa gioia ogni volta che si riuniscono e «Gesù è presente in mezzo a noi nell’Eucaristia».
Padre Asakrieh ha osservato che la Vergine Maria insegna ai credenti tre atteggiamenti essenziali della vita cristiana. In primo luogo, ha detto, «la presenza di Gesù ci spinge a uscire da noi stessi e ad andare ad aiutare gli altri», superando l’isolamento per servire Dio attraverso il servizio al prossimo. In secondo luogo, Maria rivela la fonte della gioia autentica: «A volte commettiamo l’errore di cercare la gioia nelle cose mondane, ma Maria ci insegna che Dio ci dona la vera pace e una gioia che dura nel tempo». Ha incoraggiato i fedeli ad approfondire il loro rapporto con Dio attraverso i sacramenti e la Parola di Dio.
Infine, ha sottolineato l’esempio di gratitudine offerto da Maria, ricordando che «ha intonato un canto di lode nel mezzo di tanti misteri della sua vita». I cristiani, ha affermato, sono chiamati a riconoscere che «tutto è un dono di Dio» e a ringraziarLo in ogni circostanza. Concludendo la sua omelia, padre Asakrieh ha affidato i fedeli all’intercessione della Beata Vergine Maria, pregando affinché possano seguire il suo esempio ed essere colmi di «gioia e pace in questo mondo».
Al termine della Messa, la tradizionale processione mariana, guidata da Sua Beatitudine il Cardinale Pizzaballa che portava l’icona della Vergine Maria, è partita dal Monastero di San Salvatore e ha attraversato la Città Vecchia. La processione si è fermata presso la Scuola dei Frères, dove il Patriarca ha benedetto i malati con l’icona mariana, prima di proseguire verso la Pro-Cattedrale del Patriarcato Latino tra inni e preghiere mariane. La processione è poi tornata nel cortile del monastero, dove la celebrazione si è conclusa con la benedizione finale.

Al termine della celebrazione, il Cardinale Pizzaballa si è rivolto ai fedeli della Città Vecchia, esprimendo la sua gioia nel vederli nuovamente riuniti in preghiera e nella testimonianza pubblica della loro fede per le strade di Gerusalemme.
«È bello essere di nuovo insieme e camminare per i quartieri della Città Vecchia portando le nostre preghiere e la nostra fede», ha detto.
«Oggi avete mostrato lo spirito cristiano vivo di questa città. Vi incoraggio a continuare a preservare il carattere cristiano di Gerusalemme e a rimanere testimoni della Resurrezione e della speranza in questa terra benedetta», ha aggiunto, sottolineando l’importanza della presenza e della missione della comunità cristiana nella Città Santa.
Al termine, i membri degli scout cattolici arabi hanno portato la statua della Beata Vergine Maria, accompagnati da esibizioni musicali, attraverso il quartiere cristiano della Città Vecchia, in una visibile espressione di devozione e gratitudine per la sua costante intercessione nella vita dei cristiani.




