In un gesto di vicinanza pastorale e solidarietà cristiana, il Patriarca Teofilo III di Gerusalemme e il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme per i latini, hanno visitato Gaza il 22 e 23 giugno, accompagnati da rappresentanti del Sovrano Militare Ordine di Malta e del Malteser International. La visita ha unito preghiera, incontri con la comunità locale, sostegno alle iniziative umanitarie e sanitarie e un rinnovato impegno a investire nel futuro di Gaza nonostante le difficoltà.
L’ultimo giorno della visita è stato caratterizzato dalla cerimonia di consegna dei diplomi a 24 bambini della scuola materna del Patriarcato Latino, dove il cardinale Pizzaballa ha ribadito l’importanza di salvaguardare l’istruzione e la formazione delle giovani generazioni. «La prima cosa che dobbiamo fare è pensare ai nostri bambini e al loro futuro», ha affermato.
Un ministero di presenza e di consolazione
I Patriarchi sono giunti a Gaza il 22 giugno portando con sé le preghiere dei fedeli di tutto il mondo e di Gerusalemme, esprimendo la loro costante vicinanza ai fedeli feriti di Gaza e a tutti coloro che sono colpiti dalla crisi in corso.
La loro presenza incarnava un «ministero di consolazione, misericordia e salda testimonianza cristiana, radicato nel Vangelo e nella sacra vocazione della Città Santa», come affermato nel comunicato stampa congiunto.
Al loro arrivo, i parrocchiani e i membri della comunità locale hanno accolto calorosamente entrambi i Patriarchi presso la Chiesa greco-ortodossa di San Porfirio e poi presso la Parrocchia della Sacra Famiglia, dove si sono radunati nel cortile per salutarli e offrire fiori alla delegazione, in segno di gratitudine. Rivolgendosi ai presenti, il cardinale Pizzaballa ha trasmesso i saluti e le preghiere della Chiesa di Gerusalemme, sottolineando l’importanza di compiere questa visita insieme al patriarca Teofilo III come segno dell’unità delle Chiese e del loro impegno comune nei confronti della comunità cristiana.
«Non vi abbiamo mai abbandonato e non sarete mai abbandonati. La comunità cristiana di Gaza rimarrà sempre al centro delle nostre preoccupazioni e delle nostre responsabilità», hanno affermato le Loro Beatitudini al loro arrivo. «Siamo radicati qui e qui rimarremo. Non abbiate paura. La situazione è difficile, ma la affronteremo insieme».
Durante la visita, i Patriarchi hanno anche incontrato le famiglie nelle loro case e nelle loro dimore provvisorie, per verificare come stavano e offrire loro incoraggiamento spirituale di fronte alle difficoltà che continuano ad affrontare.
La prima giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta presso la Parrocchia della Sacra Famiglia. Nella sua omelia, Sua Beatitudine il Cardinale Pizzaballa ha riflettuto sulla resilienza che ha riscontrato tra la popolazione di Gaza e ha invitato i fedeli a guardarsi l’un l’altro con lo sguardo di Dio, uno sguardo che vede con il cuore.
«La guerra non ci esime dal vivere il Vangelo», ha affermato. «Non cambia il nostro comportamento, i nostri rapporti reciproci, né il nostro rapporto con gli altri». Incoraggiando la comunità a rispondere non con il giudizio o la paura, ma con compassione e generosità. «Se qualcuno vi chiede di percorrere un miglio, percorretene due», ha detto. «Questo è ciò che ci viene richiesto, anche a Gaza».
Istruzione e dialogo: seminare per il futuro
La visita ha inoltre messo in luce l’impegno delle Chiese nella formazione delle future generazioni e nell’offerta di istruzione. Come ha ripetutamente affermato Sua Eminenza il Cardinale Pizzaballa nelle precedenti visite, non c’è futuro senza istruzione.
Durante il primo giorno della visita, il Cardinale Pizzaballa ha benedetto una casa appena ristrutturata che consentirà di ampliare la capienza della scuola materna per il prossimo anno scolastico. Nel suo discorso ha ringraziato tutti coloro che operano sul campo, gli insegnanti e il personale, ed ha espresso la speranza che gli sforzi continuino affinché un numero maggiore di studenti possa avere accesso all’istruzione:
«Il prossimo anno scolastico si avvicina e sono in corso i preparativi per garantire l’istruzione al maggior numero possibile di giovani», ha affermato. «I bambini che hanno assistito a tante cose terribili hanno bisogno di ritrovare la bellezza. Crediamo nella provvidenza di Dio; Colui che ha voluto che fossimo qui non ci ha portati qui per caso, ma ci chiama a lavorare insieme per realizzare qualcosa di bello in questa terra. Gaza non è solo guerra: è anche amore e desiderio di vita».
Dall’inizio dell’attuale conflitto, la Parrocchia Latina di Gaza ha fatto del suo meglio per garantire che i bambini ricevessero una forma di istruzione: «Non è cosa da dare per scontata che, in mezzo a tutto ciò che sta accadendo, abbiate scelto di continuare a offrire istruzione», ha affermato durante la cerimonia di consegna dei diplomi. «In un contesto come questo, impariamo ad apprezzare ciò che in tempi normali spesso diamo per scontato. Mi congratulo con le scuole del Patriarcato Latino, innanzitutto perché avete portato avanti la vostra missione anche durante la guerra, e ora perché avete deciso che questo non basta: volete crescere e raggiungere il maggior numero possibile di studenti. Questo è il nostro dovere nei loro confronti. I bambini sono uguali ovunque: hanno bisogno delle stesse cose, provano le stesse paure e hanno bisogno dello stesso amore».
Incontro con gli studenti universitari
Il cardinale Pizzaballa ha visitato anche l’Università Al-Azhar di Gaza, dove ha partecipato a una conferenza sul tema “Dialogo interreligioso e valori di convivenza e pace”, alla quale hanno preso parte dirigenti universitari, personalità religiose, rappresentanti della società civile e studenti.
«Questo è un piccolo ma importante segno e simbolo di pace», ha affermato il cardinale Pizzaballa mentre piantava un ulivo presso l’Università. «Abbiamo bisogno di segni e simboli che ci ricordino quanto sia importante gettare il seme della pace».
Il cardinale ha sottolineato che il dialogo tra le religioni è una necessità umana e morale, specialmente in tempi di conflitto. Ha evidenziato valori condivisi quali la dignità umana, la giustizia, la misericordia e l’amore come fondamenti della pace.
«L’odio è più pericoloso dei bombardamenti perché genera violenza», ha affermato. «Abbiamo tutti la responsabilità di opporvi resistenza».
Rivolgendosi agli studenti, li ha incoraggiati a rimanere impegnati nella ricostruzione della loro società.
«Voi, i giovani, siete coloro che ricostruiranno Gaza: dove c’è la volontà, c’è una via».
A sostegno del settore sanitario
Durante la visita, i Patriarchi hanno benedetto una nuova clinica sanitaria realizzata grazie a una collaborazione tra il Sovrano Militare Ordine di Malta e il Patriarcato Latino di Gerusalemme. Come riportato nel comunicato diffuso dal Sovrano Ordine di Malta: «A seguito di questa benedizione, una trentina di membri del personale, tra cui medici, infermieri e farmacisti, inizieranno a fornire assistenza sanitaria di base a un massimo di cento malati al giorno. Le sue attività sono coordinate da Malteser International, l’agenzia di aiuto umanitario dell’Ordine di Malta».
Il dottor Josef Blotz ha descritto la benedizione della clinica come «una pietra miliare storica», sottolineando che, a oltre 900 anni dalla fondazione dell’Ordine di Malta in Terra Santa, esso continua a servire chi è nel bisogno indipendentemente dalla religione o dall’origine. «Questa clinica fornirà cure mediche salvavita alle persone bisognose e dimostrerà loro che non sono state dimenticate», ha affermato, ribadendo l’impegno dell’Ordine ad ampliare la propria presenza umanitaria a Gaza.
La clinica apre in un momento in cui il sistema sanitario di Gaza continua a essere sottoposto a una forte pressione. Secondo recenti valutazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo circa la metà dei 36 ospedali di Gaza rimane parzialmente operativa, mentre nessuno funziona a pieno regime. «L’assistenza medica per la popolazione di Gaza versa attualmente in condizioni catastrofiche», ha affermato il dottor Ali Ibrahim Al-Musaddar, direttore sanitario della clinica; tutti gli ospedali della Striscia hanno subito danni di varia entità e la grave carenza di medicinali, forniture mediche e attrezzature continua a compromettere i servizi essenziali.
Durante la visita, il cardinale Pizzaballa si è recato anche all’Ospedale Al-Ahli Arab, all’Ospedale oftalmico di San Giovanni di Gerusalemme e presso l’équipe della Caritas di Gerusalemme a Gaza, dove è stato informato sulle loro necessità più urgenti e sui servizi che continuano a fornire alla popolazione locale. Ha ribadito l’importanza di sostenere l’assistenza umanitaria e medica a favore di tutte le persone colpite dal conflitto.
Una visita all’insegna della solidarietà, della vicinanza e dell’amicizia
Per entrambi i Patriarchi, la visita ha rappresentato un’occasione per stare accanto alla comunità cristiana di Gaza e riaffermare la vicinanza delle Chiese. La benedizione di una nuova struttura che ospita un asilo e un ambulatorio medico ha rispecchiato l’impegno non solo a rispondere alle necessità urgenti, ma anche a investire nel futuro di Gaza. Come ha osservato il cardinale Pizzaballa, è necessario «organizzare qualcosa di concreto per il futuro di questo posto meraviglioso, nonostante tutto».
Concludendo con un messaggio di speranza, il cardinale Pizzaballa ha guardato verso un futuro in cui le scuole, gli ospedali e le comunità di Gaza possano rifiorire.

